Chiang Mai e dintorni

A 700 km a nord di Bangkok, in una valle verdeggiante sulle rive del fiume Ping si trova Chiang Mai, la “capitale” settentrionale della Thailandia. Si tratta di una città antica, fondata nel 1296 come capitale dell’originario Regno di Lanna, dove passato e presente si fondono perfettamente fra loro.

Chiang Mai rappresenta la fuga ideale dal ritmo frenetico della capitale; un posto dove assaporare l’autentica cultura thai, rilassarsi e ricaricare le batterie con massaggi thailandesi, corsi di cucina thai ed escursioni nelle vicine montagne. Infatti vi basterà percorrere una qualsiasi strada in linea retta per uscire dalla città (a pianta quadrata) e raggiungere in poco tempo le riserve di foresta pluviale dove fare bellissimi trekking e passare del tempo in compagnia degli elefanti. La città, inoltre, è una tappa perfetta per ammirare da vicino questi animali grazie ai molti santuari che sorgono nella regione: infatti Chiang, in thailandese, significa elefante.

A vacanza terminata, possiamo affermare senza dubbio che i momenti più belli, che ci sono rimasti nel cuore, sono quelli trascorsi qui al nord.

Se vi ho incuriosito almeno un po’ continuate a leggere perché c’è molto altro!

P.S.: per la permanenza a Chiang Mai abbiamo scelto di dormire al Cozy Inn Chiang Mai (26€/notte, appena ristrutturato, pulito, staff gentile). L’importante, comunque, è che sia entro il quadrato formato dalle mura della città vecchia per poter essere comodamente vicini a tutti i templi e le varie attrazioni.

GIORNO 6 – ESCURSIONE A CHIANG RAI: WHITE TEMPLE e GOLDEN TRIANGLE

Il primo giorno a Chiang Mai lo passiamo fuori città. Prenotiamo un tour giornaliero che fa tappa al Wat Rong Khun (il White Temple) e arriva fino al Golden Triangle(punto d’incontro tra Laos, Myanmar e Thailandia).

A questo punto è necessaria una premessa: nonostante non ci piaccia affidarci a tour organizzati per turisti sprovveduti, siamo stati praticamente obbligati a scegliere questa opzione. Intanto perché non avevamo abbastanza tempo per dormire una notte a Chiang Rai e visitare tutto con più calma e con mezzi propri. Inoltre l’unica alternativa per un’escursione giornaliera era quella di affittare una macchina con autista privato: alternativa che però era troppo costosa.

Così, dopo aver fatto “un’indagine di mercato” tra le varie agenzie online, abbiamo scelto quella che ci sembrava la più affidabile e al prezzo più onesto (1000 Bath/ 25€): l’agenzia è Travel Hub e ci siamo trovati abbastanza bene da consigliarvela (ci sono venuti a prendere e ci hanno riportato direttamente in hotel, sono stati puntuali e ci hanno affiancato una simpatica e utile guida in inglese).

L’escursione prevede alcune tappe principali.

Il White Temple, il cui ingresso è compreso nel costo totale del tour e già da solo vale la gita. Si tratta di un tempio al contempo buddista e induista progettato dal pittore visionario Chalermchai Kositpipat. La sua costruzione ebbe inizio nel 1997 ma non è mai stata terminata. Il tempio infatti è tutt’ora in costruzione e l’artista continua a lavorare al suo progetto, che, si dice, terminerà nel 2070. Intorno al tempio continuano a sorgere nuove strutture, tra le quali anche la tomba dello stesso artista che però resta un mistero perché non è visibile.

Il Wat Rong Khun è interamente realizzato in gesso bianco e specchietti che riflettendo il sole creano dei bellissimi giochi di luce. Questa scelta stilistica è stata criticata perché è in contrasto con la cultura buddhista che, per tradizione, vuole che tutti i tempi siano caratterizzati da colori sgargianti.

All’interno dell tempio il bianco puro e splendente viene completamente sostituito da pareti ricoperte di murales raffiguranti l’inferno. Per l’artista questo inferno è rappresentato dal presente. Infatti potrete vedere il disastro delle torri gemelle (che purtroppo nella foto ho tagliato perché l’ho scattata senza guardare poiché è assolutamente vietato fotografare gli interni); potrete vedere demoni che bevono gasolio, armi e molto altro. E se guardate con più attenzione vedrete anche diversi personaggi famosi (Michael Jackson) e cartoni animati (Doraimon, i Minion, Pikachu, Angry Birds,…)

 

Lasciamo il Wat Rong Khun e, lungo la strada, ci fermiamo ai villaggi delle tribù Yao e Akha. Qui assaggiamo l’ananas più dolce che possiate immaginare. Alcune donne del villaggio infatti hanno due bancarelle dove vendono patatine di banane (buonissime) e ananas di loro produzione.

Dopo questa breve tappa si prosegue verso nord, direzione: Triangolo d’Oro. Qui facciamo un giro in barca (facoltativo per il quale dovrete aggiungere 300 bath/7,50€) sul Maeklong fino al punto esatto in cui si incontrano Thailandia, Birmania (Myanmar) e Laos.

Il Golden Triangle è stato per anni la seconda area asiatica per importanza e dimensione della produzione dell’oppio dopo la mezzaluna d’oro in Afghanistan. Infatti ha preso questo nome perché buona parte dell’oppio da raffinare veniva acquistata nelle città di frontiera e pagata con barre d’oro. Proprio qui sul Maeklong, un isolotto, terra di nessuno, era il punto d’incontro per spacciatori di oppio, eroina e metanfetamina. Ancora oggi quel pezzo di terra in mezzo al fiume è coperto da un alone di mistero a causa delle centinaia di morti che vi sono stati ritrovati.

Durante il nostro giro in barca facciamo anche una sosta in Laos per 30/40 min dove scopriamo una realtà molto più povera e devastante. Bambini scalzi che fanno l’elemosina ci si avvicinano appena tocchiamo terra.

Terminiamo il tour con la visita alla Mae Sae, luogo di frontiera con il Myanmar. Qui potrete passeggiare lungo il mercato fino ad arrivare al ponte che segna il confine tra Thailandia e Birmania. La cosa curiosa è che in Thailandia si usa la guida a sinistra mentre in Myanmar a destra; quindi, in questi 50 metri di ponte, ogni mezzo che attraversa cambia senso di marcia passando da una corsia all’altra e rischiando ogni volta un frontale.

Nonostante il nostro unico obiettivo fosse la visita al White Temple siamo rimasti piacevolmente sorpresi anche dal resto della giornata. Il tour, infatti, ci ha permesso di scoprire realtà diverse come quella del Laos o delle tribù, pur consapevoli che ciò che ci hanno mostrato probabilmente non era puramente autentico ma aveva, più che altro, uno scopo turistico.

GIORNO 7 – THAI COOKING SCHOOL e NIGHT MARKET

A Chiang Mai una delle principali attività in cui cimentarsi sono i corsi di cucina thailandese. Noi, desiderosi di scoprire gli ingredienti e i procedimenti alla base dei piatti che erano diventati il nostro pane quotidiano durante quei 21 giorni, abbiamo deciso di provarne uno. Non immaginerete mai quante cose ci abbia permesso di scoprire sulla cucina asiatica. Primo fra tutti abbiamo imparato a cucinare il Pad Thai (piatto nazionale), poi gli involtini primavera, il Khao Soy, il mango sticky rice, i diversi tipi di curry e altro ancora.

Dopo varie ricerche su internet abbiamo scelto la Zabb-e-Lee Thai Cooking School (2ª su Trip Advisor e consigliata da Lonely Planet). Tra le decine di scuole a disposizione, ciò che ci ha spinti a preferire proprio questa è stato il prezzo contenuto e la possibilità di decidere una combinazione di menu differenti per ogni persona. Mi spiego meglio: le altre scuole mettono a disposizione una serie di piatti tra cui scegliere ma la scelta non è personale perché vanno concordati con il resto della classe; oppure, non tutti i piatti sono sempre disponibili: in alcuni giorni si possono preparare dei piatti e in altri degli altri. Alla Zabb-e-Lee, invece, ognuno può scegliere, personalmente e in qualsiasi giorno, la combinazione di piatti che preferisce. (Insomma, solo qui avremmo avuto la possibilità di cucinare sia il Pad Thai che gli Spring Roll nello stesso giorno).

Il corso è organizzato su mezza giornata (dalle h 9 alle 14, o dalle 16:30 alle 21); costa 900 Bath (22 €) a testa considerando che, oltre al corso, c’è incluso anche il pasto perché al termine avrete la fortuna, o la sfortuna, di mangiare ciò che voi stessi avrete preparato.

Ecco alcuni dei piatti che abbiamo preparato noi.

Una volta terminato il corso ci dirigiamo verso la prossima tappa ma, avendo un po’ di tempo prima, entriamo a rinfrescarci in un bar molto “instagrammoso”: il The Faces. Appena entrerete nel cortile di questo gastro bar vi sembrerà di ritrovarvi catapultati in mezzo alla foresta, tra le rovine di un’antica città thailandese.

Qui assaggiamo un Butterfly Pea Tea, un tè molto diffuso in Thailandia che si prepara con i fiori blu del Butterfly Pea. Questi fiori contengono un colorante naturale sensibile alle variazioni di Ph che permette di assistere ad una bellissima magia. Inizialmente il tè che viene servito è blu, fino a quando non si aggiunge del lime (o limone) all’infuso. A questo punto l’acqua cambierà gradualmente colore passando dal blu al viola, fino a diventare completamente fucsia.

La sera è interamente dedicata al Saturday Night Market, che si anima già alle 4/5 di pomeriggio.

Chiang Mai è conosciuta in tutta la Thailandia per i suoi Night Bazaar che, ogni sabato e domenica sera, ospitano centinaia di bancarelle di artigiani e oggetti d’antiquariato. Per questo motivo abbiamo organizzato il nostro viaggio in modo da essere in città in quei precisi giorni e poter visitare questi famosi mercati che occupano più di un chilometro di strade del centro.

Girando tra le bancarelle troverete tantissimi souvenir e cose carine come, ad esempio, i tipici pantaloni larghi con disegnati elefanti e ghirigori vari che ogni turista che si rispetti deve avere durante un viaggio in Thailandia. Inoltre i prezzi sono davvero molto bassi, forse anche più che al Chatuchak Weekend Market, quindi è impossibile uscirne senza qualche acquisto! L’unica cosa che dovete ricordare è di CONTRATTARE! Sempre!

Infine non perdetevi una cena a base di street food thailandese. Le bancarelle che preparano da mangiare sono moltissime e offrono una scelta vastissima (pesce, pad thai, dolci, frutta, smoothie, succhi, insetti,..). Qui abbiamo assaggiato uno dei pad thai più buoni di tutto il viaggio.

Durante la vostra passeggiata sarete vicini, o passerete davanti, al Wat Srisuphan, un tempio interamente in argento le cui pareti sono lavorate dagli artigiani che le hanno decorate di migliaia di disegni minuscoli. Il quartiere in cui sorge il tempio infatti è famoso per i suoi artigiani che lavorano l’argento battuto. Vi consigliamo di visitarlo di sera quando è tutto illuminato.

Wat Srisuphan tempio d'argento chiang mai

L’unica pecca (non da poco) è che l’ingresso è riservato solo ai maschi, quindi le donne saranno costrette ad aspettare fuori e potranno solo immaginare la bellezza di questo tempio grazie ai racconti e alle foto degli uomini.

interno del wat srisuphan chiang mai

GIORNO 8 – DOI SUTHEP, MASSAGGI e SUNDAY NIGHT MARKET

Appena svegli si parte alla volta del Wat Phrathat Doi Suthep con un motorino affittato direttamente in hotel per 150 bath (3,80€) al giorno.

CONSIGLIO PER CHI AFFITTA IL MOTORINO: anche se vedrete che nessuno indossa il casco voi mettetelo! Nel giro di una mezz’ora abbiamo incontrato due posti di blocco che fermavano solo turisti per spillare soldi in qualche modo. La prima volta mi hanno fatto una multa “salatissima” (5€); la seconda volta ci hanno fermati e hanno provato a trovare qualcosa che non andasse (ormai il casco lo avevo messo) e quando gli ho fatto vedere che eravamo già stati fermati e multati ci hanno lasciato andare immediatamente.

Il Wat Phrathat è un tempio buddhista che si trova in cima alla montagna del Doi Suthep appena fuori Chiang Mai (15 km). È una delle mete più visitate per chi passa da Chiang Mai ma anche per gli stessi thailandesi che vengono fin qui per pregare.

Per raggiungere il tempio bisogna prima percorrere una lunga scalinata. Se le condizioni climatiche sono buone dalla cima è possibile vedere la città.

L’escursione vi occuperà una mattinata. Verso mezzogiorno, infatti, siamo già di ritorno a Chiang Mai per andare a goderci un po’ di meritato riposo in uno dei famosi centri di massaggi di Chiang Mai. Fra i più conosciuti ci sono quelli delle carcerate ed ex o quello della comunità di cechi.

Dopo diverse  ricerche fatte prima di partire, abbiamo deciso di provare il centro gestito dalle carcerate, il Chiang Mai Women’s Correctional Institute: nato da un progetto per reinserire nel mondo del lavoro donne che hanno avuto problemi con la legge; quindi oltre a ricevere i massaggi sapevamo di investire i nostri soldi per una buona causa. Tuttavia, una volta arrivati, scopriamo che non c’è nessun posto disponibile per l’intera giornata. Quindi se avete in programma di venire qui vi suggeriamo di andare già la mattina presto all’apertura (8/8:30) e prenotare un posto per la giornata. Questo è ciò che ci ha consigliato la receptionist.

Per fortuna a pochissimi passi si trova un altro centro: il Women’s Massage Center by Ex Prisoners, che dà lavoro a tutte le donne che, una volta scontata la loro pena, sono pronte a tornare a lavorare in libertà, le stesse donne che avevano  imparato e prestato servizio presso il primo istituto.  Scopriamo che questo centro si trova al terzo posto nella classifica di TripAdvisor dei centri massaggi di Chiang Mai, solo dietro a due ben più costose spa di lusso. Non esitiamo quindi a provarlo anche per i prezzi supercompetitivi: un’ora di massaggio tradizionale thailandese ci costa appena 200 bath (5 €).

Usciti da lì siamo talmente rigenerati e soddisfatti da riprometterci che, prima di ripartire, saremmo sicuramente tornati ancora; cosa che poi abbiamo fatto.

Prima di andare al mercato della domenica sera ci facciamo ancora un giro al Wat Chedi Luang, formato da una struttura molto imponente di mattoni rossi che con la luce del tramonto assumono un bellissimo colore.

La sera giriamo in lungo e in largo il Sunday Night Market e ceniamo di nuovo con del delizioso street food: pad thai, anelli di calamari, mango sticky rice, succo al passion fruit (buonissimo) e al GAC, un frutto miracoloso che, scopriamo, agisce contro il cancro e mille altre patologie.

In questo articolo vi abbiamo raccontato la prima parte della nostra permanenza a Chiang Mai, se volete sapere come prosegue il viaggio (e vi assicuro che ora arriva la parte migliore) leggete l’articolo sull’escursione al Doi Inthanon e la visita al campo degli elefanti.

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