Arrivo in Marocco e visita a Chefchaouen

GIORNO 1 – ARRIVO A FES

Arriviamo in Marocco la sera del 23 settembre con un volo Orio – Fès. Il volo atterra alle 19:40, in perfetto orario.

Ad attenderci fuori dall’aeroporto c’è un tassista mandatoci dal riad in cui abbiamo prenotato la prima notte. Il servizio è gratuito per chi alloggia da loro, così ci risparmiamo 150 MAD (circa 14€) di trasporto dall’aeroporto alla città. Il tassista ci porta quindi al primo riad del viaggio, e al nostro primo riad in assoluto. Per i meno studiati, il riad è un’abitazione tradizionale marocchina, caratterizzata da un patio interno attorno al quale si affacciano le camere, distribuite su più piani e balconate. Se visiterete il Marocco non potrete non soggiornare in uno di questi, infatti al giorno d’oggi la maggior parte dei riad sono stati convertiti da abitazioni private a hotel, soprattutto in grandi città turistiche come Fes e Marrakech.

Il riad in cui passiamo la prima notte in Marocco è Riad Fès Baraka, prenotato attraverso Booking per 43€ a notte. La posizione è ottima perché si trova proprio all’inizio della mèdina quindi sarete in una buona zona per visitarla senza però dovervi addentrare nelle vie labirintiche della città quando arriverete con i bagagli. La stanza è piccola ma curata nella pulizia e il bagno è carino; il vero pezzo forte, però, è il cortile del riad: al centro si trova una piscina, decisamente più grande e pulita rispetto a quelle di altri riad in cui siamo stati. Tutti gli ambienti sono molto instagrammabili : sarà l’occasione giusta per scattare delle bellissime foto!

La sera, arrivando  troppo tardi per trovare un ristorante aperto a Fès, decidiamo di cenare in hotel.  Consumiamo la nostra prima cena marocchina nel cortile del riad e iniziamo fin da subito a goderci l’atmosfera tipica locale che ti fa sentire supercoccolato.

GIORNO 2 – COME ARRIVARE A CHEFCHAOUEN

La mattina seguente ci servono la colazione a bordo piscina, come la sera prima, e dopo qualche scatto per Instagram arriva il momento di lasciare il riad per andare a Chefchaouen.

La colazione al Riad Fès Baraka

Chefchaouen dista circa 4 ore di strada da Fes, il modo più comodo per raggiungerla senza una macchina propria?  Il pullman (che è anche l’unica alternativa perché non arrivano aerei o treni). La compagnia migliore che serve la tratta è la CTM, il biglietto costa 75 MAD più 5 per ogni bagaglio che non può essere infilato nelle cappelliere.  Raggiungere la stazione dei bus della CTM è semplice: basta prendere un taxi con appena 20 MAD di corsa.

Arrivati alla biglietteria scopriamo che tutti i biglietti erano già stati comprati e così ci vediamo costretti a trovare un’alternativa. Per non incorrere nello stesso disagio è quindi altamente raccomandato prenotare i biglietti in anticipo perché a quanto pare sembrano andare via come il pane.

CONSIGLIO: prenotate i biglietti CTM per la tratta Fès-Chefchaouen sul sito o in stazione ma con almeno un giorno di anticipo.

La soluzione alternativa, consigliataci dal taxista, è recarsi alla Gare Routiere Principale di Fes, quella a destra della medina per intenderci, e tentare la fortuna in quel gran via vai di mezzi. Quel giorno il Karma sembrava essere dalla nostra parte: riusciamo  a  trovare 2 biglietti per un bus che sarebbe partito alle 10:00, addirittura prima del CTM, pagandolo 50 MAD anziché 75 e con a bordo solo locali. Un vero affare penserete! Risparmiamo, partiamo prima e ci immergiamo a fondo nella cultura marocchina viaggiando come loro.

Peccato che col passare delle ore ci siamo resi conto che definirlo un affare sarebbe stato un po’ esagerato: anche tralasciando la sporcizia e le pessime condizioni del mezzo che possono essere superate con un po’ di spirito di adattamento, il tragitto è durato più di 5 ore durante le quali l’aria condizionata era un sogno lontanissimo e, ogni volta che il bus si fermava per le varie soste della durata di mezz’ora l’una, mancava letteralmente l’aria. Lo so, starete pensando che sto facendo troppe storie, ma noi eravamo davvero partiti entusiasti di fare un viaggio in mezzo ai locali anche se con qualche comodità in meno; purtroppo, però, più che un’esperienza è stata un’avventura massacrante.

Quindi, come avrete capito, non vi consigliamo assolutamente questa soluzione. Piuttosto, cercate di prenotare il prima possibile il biglietto della CTM.

Come se non bastasse il bus non si ferma nemmeno a Chefchaouen ma lungo la strada, stipandoci dentro un grand taxi ( fortunatamente incluso nel prezzo) che a sua volta ci lascia in un parcheggio ai piedi della stupenda medina blu arroccata sulla montagna; da li copriamo poi a piedi i circa 150 metri di dislivello che ci separavano dal nostro hotel: Dar Zambra (40 € a notte su Booking). L’hotel si trova nella parte più alta della città e dalla terrazza si gode di una vista completa su tutta la valle. Dormiamo in una stanza interamente dipinta di blu e la mattina ci servono una delle migliori colazioni di questo viaggio sulla terrazza dalla quale si vede tutta la mèdina.

Lasciati i bagagli in hotel (sono circa le h 17) ci dirigiamo di corsa alla Gare Routiere per acquistare i biglietti di ritorno per il giorno dopo, prima che finiscano. Infatti quando arriviamo in stazione scopriamo che il pullman delle 13:15 è già al completo così siamo costretti a prendere quello delle 15:15 (per il quale rimangono solo 3 posti).

Con i biglietti in tasca siamo finalmente liberi di goderci la visita della città che, più di tutte, ci ha rubato il cuore in Marocco. Per visitarla bene basta semplicemente passeggiare per le bellissime vie della mèdina e perdersi tra le diverse tonalità di azzurro, osservando in silenzio le attività degli abitanti, alla ricerca dello scorcio perfetto, dello scatto giusto.

Mezz’ora prima del tramonto vi consigliamo di raggiungere la moschea spagnola costruita su uno dei punti panoramici più belli della valle: uscendo dalla mèdina e percorrendo una breve passeggiata, vi troverete nella posizione perfetta per ammirare la città in tutta la sua totalità.

Durante l’ora del tramonto questo è un luogo molto affollato e può capitare che il muretto su cui tutti si siedono per ammirare il panorama sia totalmente occupato: nessun problema! Voi sedetevi nel pendio al di sotto del muretto e ritagliatevi il vostro angolo di tranquillità in una posizione privilegiata.

Ritornati nella medina, dopo una devastante mattinata in pullman è arrivato il momento di concedersi una bella cena: scegliamo il Restaurant Baldi Bab Ssour, secondo su Tripadvisor. Quando arriviamo il ristorante è  praticamente al completo ma il Karma non ci abbandona e così riescono a trovarci un posto all’ultimo piano, sulla terrazza. La vista è sicuramente meglio a pranzo perché col buio si vede solo qualche lucina, però l’atmosfera è molto romantica. Ordiniamo diversi piatti per provare le specialità della cucina marocchina come la zuppa marocchina, una mezze di melanzane, la pastilla con pollo e cannella, e i dolcetti tipici con l’immancabile the alla menta (se volete il cous cous è da prenotare in anticipo). Il conto è di 131 MAD (12€) in due, un prezzo davvero onesto rispetto al resto dei posti in cui abbiamo mangiato in Marocco.

GIORNO 3 – VISITA A CHEFCHAOUEN E RITORNO A FES

La mattina seguente ci svegliamo prima dell’alba per scattare le foto dalla terrazza, dove ci servono una delle migliori colazioni del viaggio, sia per la location con vista che per il cibo. Il thè alla menta è il più buono che abbiamo assaggiato in Marocco: ogni tazza aveva il suo rametto enorme di menta che emanava un profumo inspiegabile a parole.

Colazione dalla terrazza di Dar Zambra
Dalla terrazza si vede la moschea spagnola dalla quale abbiamo visto il tramonto la sera prima.

Finita la colazione usciamo presto per scattare qualche foto con la luce giusta, cioè prima che il sole, troppo alto in cielo, crei forti contrasti di luci e ombre.

Questi sono alcuni degli scatti più belli, ma ce ne sarebbero stati altri mille da fare perché le vie di Chefchaouen sono piene di vita e non ci si stanca mai di camminare e perdersi  fra le tante tonalità di blu che ti fanno sentire immerso in un altro mondo. Ad ogni angolo vedrete comparire un anziano ricurvo appoggiato ad un bastone, vestito con una tunica colorata che vi farà pensare di essere dentro un dipinto. Oppure vi capiterà che qualche bambino vi sfrecci affianco correndo per poi scomparire nel labirinto di vicoli blu.

Ciò che ci ha colpito è che Chefchaouen non è solo un’attrazione costruita appositamente per i turisti; è una città viva, piena di bambini che la mattina vanno a scuola con il loro zainetto e il grembiule e il pomeriggio giocano nelle strade di questa magica medina, abitata da persone di ogni età e non solo da anziani.

Per visitare la città non serve più di un giorno anche se non si vorrebbe mai lasciare quell’atmosfera magica da mondo incantato. In un attimo infatti arriva il momento di andar via, ma prima di prendere il pullman ci fermiamo a mangiare al Restaurant Tissemlal o Casa di Hassan dove assaggiamo finalmente il nostro primo cous cous marocchino. Il menu completo da 100 MAD (9€) comprende un’antipasto (insalata o zuppa), una tajine e un dolce (consigliata la cheesecake al limone con formaggio di capra tipico del posto).

Per raggiungere la stazione CTM prendiamo un taxi dalla stazione che si trova a pochi passi dalla piazza principale della mèdina ( Place Outa el Hammam) con una corsa di 15 MAD.

Arrivati alla Gare Routiere, prima di salire sul pullman, ricordatevi di passare dall’ufficio per fare il check-in delle valigie che dovete mettere nel bagagliaio. Il responsabile vi consegnerà un tagliando con un numero che vi servirà per recuperare il bagaglio una volta arrivati a destinazione.

Il viaggio di ritorno con CTM è tutta un’altra cosa rispetto a quello di andata: avrete il vostro posto assegnato, sedili comodi, puliti e reclinabili, aria condizionata e una sola fermata in una stazione di servizio a metà tragitto. Quindi vi consigliamo assolutamente questa compagnia!

Dopo quattro ore siamo a Fès e la tristezza per aver lasciato Chefchaouen è già un ricordo perché il viaggio è solo agli inizi e noi siamo entusiasti per quello che ancora ci aspetta.

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