Fès in un giorno

Fès è la più antica tra le quattro città imperiali del Marocco e deve il suo prestigio anche all’importanza dell’antica università sulla cultura e sull’arte del Nordafrica musulmano.

A differenza della più famosa Marrakech, Fès mantiene l’autenticità e la genuinità tipica di una città ancora poco battuta dal turismo internazionale.

Inoltre la medina di Fès, ancor più di quella di Marrakech, è un vero e proprio labirinto che riesce a mettere alla prova anche i più dotati in orientamento.

Riprendiamo il nostro viaggio da dove l’avevamo lasciato nell’ultimo articolo.

Dopo 4 ore di pullman da Chefchaouen arriviamo a Fès, più precisamente alla CTM Station, dalla quale prendiamo un taxi per raggiungere il nostro hotel. Il taxi ci costa 50 MAD (4,50 €), un prezzo leggermente più alto perché, dice il tassista, sono già le 8 di sera e viene applicata la tariffa notturna ( anche se, avendo a che fare con i marocchini, non ne siamo poi così sicuri).

L’auto si ferma all’inizio della medina (oltre non può andare), alla fermata dei taxi Batha (vicino alla rotonda con la fontana).

A questo punto arriva il momento più difficile, orientarsi con il buio all’interno della labirintica medina per trovare l’hotel che abbiamo prenotato: impresa assolutamente impossibile per chi non ci ha mai messo piede prima. Nessuna mappa (da Google Maps a quelle scaricabili online) è in grado di segnare le vie di quella zona.

Per questo motivo, appena scesi dal taxi, il tassista carica le nostre valige su una simil-cariola/portabagagli di uno che è già li pronto e appena ha le valige schizza via tra i tortuosi vicoli. Noi lo inseguiamo fino ad arrivare al nostro hotel, dove si ferma chiedendoci ben 100 MAD (9€). Peccando di ingenuità e colti di sorpresa, gli lasciamo i 100 MAD richiesti, anche se, per quanto utile e indispensabile sia stato il tipo, ci rendiamo conto fin da subito che è stata una vera fregatura. Tuttavia in quel momento non abbiamo pezzi più piccoli e, inoltre, è la prima volta che qualcuno prova a fregarci gonfiando smisuratamente il prezzo conscio del fatto che l’hotel in cui alloggiamo è uno dei più belli e costosi della zona e pretendendo dei soldi per un servizio che neanche gli è stato richiesto. Impariamo così a farci più furbi per il futuro!

Comunque se visitate il Marocco dovete mettere in conto certe fregature. Purtroppo i marocchini sono molto bravi in questo; imbrogliano in mille modi diversi ed è difficile riuscire a evitare certe situazioni: questa è stata la prima di tante.

L’hotel è il Dar Bensouda (77€ a notte con Booking). Il prezzo è sopra la media ma sicuramente rientra nella top 3 degli hotel di questo viaggio: si tratta di una vecchia scuola coranica ristrutturata minuziosamente  e adattata ad hotel.

Dispone di una terrazza molto grande e ben arredata dalla quale si può ammirare l’alba e il tramonto con una vista esclusiva della città. Infatti si trova in una posizione centralissima: basta uscire dall’hotel per ritrovarsi nel cuore della medina.

GIORNO 4 – VISITA A FES

Ci svegliamo la mattina molto presto per poter vedere l’alba dalla terrazza del Dar Bensouda e dopo un’abbondante colazione siamo pronti per visitare la città.

LE CONCERIE DI FES

Iniziamo la nostra visita partendo dalle famose  Chouara  tannery, una  delle più antiche concerie del Marocco e, senza dubbi, la più famosa.

Questo luogo, infatti, è diventato ormai un’attrazione turistica; tutto ciò lo priva un po’ del fascino originale, complice anche la recente ristrutturazione che a nostro parere ha cancellato molti dei segni che testimoniavano i più di mille anni di attività.

Tuttavia, arrivando qui molto presto il mattino troverete poca gente e avrete la possibilità di osservare con più calma questo spaccato di tradizione e di vita marocchina.

CONSIGLIO: recatevi alle Chouara tannery la mattina presto per evitare la maggior parte dei turisti e, soprattutto per ammirare al meglio i colori delle tinture dentro le vasche, molto più brillanti e vividi rispetto al resto della giornata.

Per chi non lo sapesse la Chouara tannery di Fès è la più grande conceria del Marocco: le tecniche e i materiali utilizzati sono gli stessi di mille anni fa. Ogni tinta è naturale al 100%; per ottenere il rosso viene utilizzato il papavero, per il giallo lo zafferano, per il blu l’indaco e per il verde la menta; il tutto mescolato con cacca di piccione e pipì di mucca per il loro alto contenuto di potassio.

Vista dalla terrazza di un negozio

Il luogo migliore per vedere le persone al lavoro nelle vasche sono le balconate dei negozi. Passando nel pressi delle concerie saranno gli stessi proprietari a chiedervi se volete vederle e a portarvi alle loro terrazze, dove potrete stare tutto il tempo che desiderate ( vi daranno anche dei rametti di menta  fresca per coprire l’odore penetrante proveniente dalle vasche). Uscendo dal negozio i proprietari vi mostreranno i loro prodotti in pelle con la speranza che acquistiate qualcosa ma senza nessun obbligo, quindi potrete ringraziare e uscire.

Se poi desiderate vedere le concerie da un’angolazione meno turistica potrete visitarle anche da dentro e avere l’occasione di camminare in bilico tra una vasca e l’altra osservando da vicino i lavoratori immersi nei colori. Per entrare dentro però dovrete contrattare duro con il tipo che gestisce le Tannery che cercherà sicuramente di fregarvi sparando un prezzo altissimo. Con un po’ di faccia tosta però riuscirete ad accordarvi per un prezzo abbastanza onesto e fare il giro da dentro che è una cosa che in pochi fanno. Noi alla fine siamo entrati con 50 MAD/ 4,50€ in due. (Per trovare il tipo che gestisce tutto vi basta chiedere a chiunque per strada).

Lasciamo il quartiere delle concerie e attraversiamo il mercato alimentare di R’Cif che cominciava ad animarsi con il via vai dei primi clienti, esclusivamente locali.

Da piazza R’cif raggiungiamo con un taxi (20 MAD) le bellissime porte dorate del palazzo reale di Fes: un vero spettacolo per gli occhi, uno dei più maestosi esempi di arte marocchina di tutto il paese grazie alla minuziosità e la cura nei dettagli degli artigiani che hanno realizzato l’opera.

porte dorate golden doors palazzo reale fes

 

Dalle porte saltiamo su un altro taxi che in pochi minuti e con 15 MAD ci lascia alla porta blu di Bab Boujloud; quest’ opera architettonica può essere considerata come punto di riferimento e accesso principale alla medina dal quale si snoda un itinerario che tocca tutti gli highlights del quartiere,  un itinerario decritto anche sulla guida Lonely Planet, alla quale ci siamo in parte ispirati per l’organizzazione.

LA MEDERSA BOU INANIA

Le madrasa (o medersa) è uno dei pochi luoghi religiosi in Marocco accessibile anche ai non islamici.

La Medrasa Bou Inania, risalente al 1351, è molto piccola rispetto a quella di Ben Youssef a Marrakech, anche perché l’accesso è limitato al cortile centrale quindi la visita dura davvero poco. Inoltre, avendo l’accesso ad uno spazio ridotto, era molto affollata perché tutti i turisti si concentrano nel cortile. L’ingresso è di 20 MAD a testa (1,80€).

A pranzo ci fermiamo al Cafe Clock per provare l’hamburger di cammello. Il locale non è esattamente un esempio di tradizione marocchina, ma ha uno stampo molto più occidentale: l’arredamento si ispira un po’ (volontariamente o non) ai ruin pub di Budapest. Allo stesso modo anche la cucina non è troppo tradizionale: il menu propone, tra le altre cose, falafel, hummus, hamburger, smoothie e cheesecake.

L’hamburger di cammello era molto buono, la carne non aveva un gusto particolarmente inconfondibile, ma era comunque speziata e gustosa; e tra gli ingredienti dell’hamburger c’è anche la marmellata di fichi, che gli dà un tocco in più.

Così come la location e il menu anche i prezzi sono adeguati a quelli europei: per due hamburger di cammello, una bottiglia d’acqua e un dolce spendiamo 250 MAD (22,50 €). In ogni caso molti dei ristoranti locali per turisti non erano più economici.

IL MUSEO NEJJARINE

Lasciato il locale, proseguiamo la nostra visita fino a raggiungere la Piazza an-Nejjarine, nel  souq dei  carpentieri, dov’è possibile visitare il museo del legno e dell’artigianato di Nejjarine: se non siete interessati alle tecniche di lavorazione del legno vale comunque la pena visitarlo per la struttura in sé; il museo è infatti un antico caravanserraglio, ristrutturato e decorato dagli artigiani locali con lavorazioni in legno di cedro stupende. L’ingresso costa 20 MAD a testa.museo nejarinne fes

Ci addentriamo, poi, nel cuore della medina e passiamo vicino al mausoleo di Moulay Idriss II, uno dei luoghi più sacri dell’intera città quindi non è possibile l’accesso ai non musulmani. Non potendo entrare ci siamo solo affacciati dall’ingresso per sbirciare all’interno.

Da qui proseguiamo verso sud attraversando il souq degli abiti da sposa e il souq degli artigiani di ottone che si sviluppa intorno alla piazza As Seffarine.

souq medina fesLa piazza si trova a pochi passi dal nostro hotel, al quale facciamo ritorno verso le 4 di pomeriggio, dopo esserci goduti gli ultimi istanti a Fès, per recuperare le valige, noleggiare un’auto e proseguire verso la nostra prossima meta. Se volete sapere qual è leggete il prossimo articolo!

 

 

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https://melaviaggio.it/2017/10/27/fes-in-un-giorno/

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