Una notte nel deserto del Sahara tra le dune dell’Erg Chebbi

SERA DEL GIORNO 4 – STRADA PER IL DESERTO

Terminata la giornata di visita a Fès e lasciato l’hotel, prendiamo un taxi per l’aeroporto, dove abbiamo prenotato la macchina a noleggio per le 19:00.

Il grand taxi ci costa 150 MAD (13,50€); difficile trovarne a meno perché  i più economici petit taxi, usati fin ora, non possono raggiungere l’aeroporto che si trova fuori dalla zona urbana.

Se volete saperne di più sull’affitto dell’auto leggete l’articolo dedicato.

Una volta finite le pratiche di noleggio arriva il momento di metterci in viaggio: la nostra prossima meta è Merzouga, l’ultimo paese prima dell’inizio del deserto, che dista 456 km da Fès. Data l’ora di partenza da Fès (20:00) e il lungo tragitto, decidiamo di spezzare il viaggio fermandoci a dormire nella zona di Midelt, che si trova all’incirca a metà strada.

L’ostello in cui pernottiamo, il Maison d’Hotes de Zaida è un posto tappa senza troppe pretese. L’intenzione è quella di spendere il meno possibile dato che la zona non è un luogo di interesse e ci serve solo per riposarci per qualche ora. Comunque per la modica cifra di 200 MAD (18€) prendiamo un stanza matrimoniale dove la pulizia lascia a desiderare ma la colazione inclusa è decisamente abbondante.

GIORNO 5 – ARRIVO A MERZOUGA E NOTTE NEL DESERTO

La mattina seguente ripartiamo alle 8:00 pronti a percorrere i restanti chilometri che ci separano dal deserto. Come già detto siamo diretti a Merzouga, l’ultima zona abitata sulla strada per il Sahara e, più precisamente, per le dune di Erg Chebbi.

Durante il tragitto non mancano varie soste in diversi punti di interesse come la Ziz valley, un canyon alla base del quale serpeggia il fiume Ziz che dà vita ad un’oasi di palme.

Durante il tragitto passiamo anche attraverso Rissani, famosa per il suo souq, uno tra i più autentici del paese, che visiteremo il giorno seguente al ritorno dal deserto.

Dopo 300 km e molte soste, arriviamo a destinazione alle 15:00 circa. Per questa notte nel deserto non abbiamo scelto un hotel convenzionale ma l’Ali & Sara’s Desert Palace, un campo tra del dune di Erg Chebbi che permette di dormire in tende di lusso, fare escursioni nel deserto al tramonto e all’alba con i dromedari e mille altre attività.

Probabilmente questa struttura, scelta anche da influencer di viaggio del calibro di Doyoutravel, è la migliore della zona (commenti e recensioni su Booking e TripAdvisor non lasciano dubbi).

A questo punto sarebbe lecito chiedersi: si wow!… Ma il prezzo? 200 € tondi tondi a notte per due persone; non poco, questo è sicuro, ma considerando la location esclusiva, attività varie, cena e colazione incluse nella tariffa, alla fine 100€ a testa non ci sono sembrati esagerati.

Di seguito vi raccontiamo la nostra esperienza presso l’Ali & Sara’s Desert Palace.

Arriviamo e lasciamo la macchina a Auberge Le Touareg: la struttura nella quale vengono accolti i clienti di Ali & Sara. Innanzitutto partiamo dalle presentazioni: Ali e Sara sono marito e moglie, lui berbero e lei inglese. Appena arrivati troviamo la sorella di Sara (residente in Jamaica ma temporaneamente venuta in aiuto della sorella) che ci accoglie, ci spiega come funzionerà la permanenza, quali saranno le possibili attività e ci regala una pashmina/turbante da usare per l’escursione sui cammelli.

Dopo le presentazioni, e il solito (e gradito) tè alla menta di benvenuto, saliamo su una jeep che ci porta al campo. Qui conosciamo i ragazzi dello staff(una decina) tutti berberi. In particolare il fratello di Ali è quello che gestisce tutto e si preoccupa ogni istante che gli ospiti siano a loro agio: vi abituerete presto al suo continuo “How are you?”. La gentilezza dello staff è il massimo, sempre disposti a soddisfare le richieste degli ospiti.

Appena arrivati il fratello di Ali ci mostra la nostra tenda in pieno stile berbero con tappeti all’ingresso e sul pavimento e, dall’altra parte del campo, il bagno privato.

Nell’attesa della cammellata al tramonto ci viene servito il tè. Purtroppo, però,  il meteo ci è avverso perché il cielo è completamente nuvoloso; talmente nuvoloso che dopo mezz’ora dal nostro arrivo inizia addirittura a piovere. Dove si è mai vista la pioggia nel deserto?? Ce lo siamo chiesto anche noi! Eppure piove, e anche forte!

Comunque la cammellata al tramonto si fa lo stesso. Una volta arrivati tutti gli ospiti, 10 in tutto, arriva il momento di prepararsi. I ragazzi dello staff ci sistemano i turbanti sulla testa e ci assegnano un dromedario ognuno. Nel farlo prestano attenzione a dividere noi e un’altra coppia di europei da una famiglia cinese. Chi avrà avuto un minimo di esperienza di viaggio, soprattutto se in Asia, comprenderà la motivazione alla base di questa osservazione.

Il tragitto con i dromedari dura una ventina di minuti al termine dei quali ci ritroviamo in mezzo a dune alte e rosse che iniziamo ad esplorare.

Mentre i dromedari si riposano scattiamo foto, proviamo il sandboard (una tavola di legno mezza scassata) e, soprattutto, tocchiamo per la prima volta la sabbia finissima del deserto. Nonostante le nuvole e la pioggia a intermittenza, l’esperienza è comunque indimenticabile.

Purtroppo il rosso delle dune risulterebbe molto più vivido e acceso se solo ci fosse il sole, inoltre la sabbia bagnata è resa più compatta dalla pioggia e crea delle ombre molto più marcate.

Una volta che il sole è sceso (anche se noi non l’abbiamo visto) montiamo di nuovo sui dromedari per tornare al campo dove ci aspetta una cena da 5 portate. Come già detto cena e bevande sono incluse nel prezzo della camera; quella sera il menù proponeva una zuppa marocchina che abbiamo consumato con un classico cucchiaio berbero in legno, dei noodles con zucchero e anacardi, insalata marocchina con patate al forno e infine  una tajine di carne di capra servita con verdure, tutto molto buono e abbondante, come da consuetudine berbera.

Terminata la cena si è liberi di scorrazzare per il campo e allontanarsi per osservare le stelle, nel frattempo la famiglia/staff si organizza attorno ad un falò cominciando a suonare tamburi e strumenti di vario tipo e intonando canzoni berbere;  l’atmosfera che si crea attorno al fuoco che sembra muoversi a tempo di musica è calda e piacevolmente surreale fino a quando, tutto  ad un tratto comincia a diluviare. I musicisti, con nostro stupore non si preoccupano, anzi,  sembrano  addirittura entusiasti dell’avvenimento, continuando  a suonare e cantare con maggior foga e trasporto, come se rinvigoriti dalla pioggia che ormai  aveva inzuppato completamente i presenti  e ridotto il falò ad un innocuo fuocherello.

La festa si sposta così al coperto in una tenda e si prolunga per un’altra mezz’oretta.  Poi tutti a dormire perché il giorno seguente sveglia alle 5:30!

GIORNO 6 – ALBA NEL DESERTO E VISITA AL SOUQ DI RISSANI

Alle 6:00 è ancora completamente buio ma noi siamo tutti pronti per salire sui dromedari e tornare nel cuore dell’Erg Chebbi come la sera prima. Peccato che, sempre come la sera prima, continui a piovere e il cielo sia totalmente coperto, così perdiamo ogni speranza di vedere almeno l’alba. Comunque tornare sulle dune ci entusiasma di nuovo moltissimo e con tanta tristezza lasciamo quella sabbia rossa e finissima per tornare al campo per la colazione.

La colazione, servita alle 8:00, è molto abbondante e comprende una buonissima tajine di uova strapazzate e spezie che abbiamo mangiato nonostante una colazione salata non sia nostra abitudine.

Dopo la colazione, nell’attesa del check out decidiamo di mettere sù un set fotografico ispirato ad una foto di Doyoutravel. Chiediamo ai ragazzi dello staff se possiamo spostare qualche oggetto su una duna vicina al campo e loro, gentilissimi come sempre, portano di persona tutto l’occorrente: un tappeto, un tavolino e qualche sgabello. Il resto che vedete nella foto lo abbiamo sistemato noi.

ali & sara desert palace hotel deserto erg chebbi

Dopo mille pose e scatti arriva il momento di lasciare definitivamente il deserto. Il check out dal campo dev’essere fatto entro le 10:00 e noi, ovviamente, saliamo sulla jeep che ci riporta a Merzouga alle 9:55 e non un minuto prima.

Si può scegliere di fare il viaggio di ritorno dal campo alla Kasba Auberge Le Touareg in groppa ad un dromedario (45 min) o in macchina (15 min). Avendo già fatto due cammellate più che soddisfacenti optiamo per qualcosa di nuovo e anche più rapido dato che ci aspettano molte tappe e molti chilometri da percorrere! La scelta inoltre si rivela più che azzeccata perché l’autista non costeggia il deserto come all’andata ma attraversa l’intero Erg Chebbi da parte a parte, navigando e scivolando sulle dune come una nave su delle onde: divertentissimo.

Arrivati all’albergo in cui abbiamo lasciato il nostro mezzo, ormai irriconoscibile perché pioggia e vento avevano coperto di sabbia tutta la macchina, ci accoglie nuovamente la sorella di Sara chiedendoci un feedback sulla nostra esperienza presso il campo e procedendo con il pagamento. Attenzione, non accettano carte! Le uniche due opzioni sono o contanti, o pagamento tramite Paypal; non avendo abbastanza liquidi siamo obbligati ad optare per il secondo: ci inviano una richiesta di pagamento direttamente  sulla nostra mail e paghiamo comodamente sul sito Paypal inserendo i nostri dati e la carta.

Ci rimettiamo in macchina e ripartiamo ma solo per pochi chilometri perché, come anticipato all’inizio dell’articolo, a poca distanza da Merzouga si trova Rissani (40 km), cittadina che vale la pena essere visitata per il suo bellissimo e autentico souq. Tenete presente che il mercato di Rissani si tiene solo 3 giorni a settimana: martedi, giovedi e domenica.

La visita al souq ci ha colpito molto positivamente, è evidente l’assenza della componente turistica all’interno del mercato; un vero e proprio souq marocchino in cui i locali fanno la spesa e addirittura barattano (un commerciante voleva scambiare la maglia di Mirko con degli asciugamani). Al centro del mercato si trova anche un’area dedicata al  solo commercio di datteri, siccome ottobre è proprio il periodo di raccolta.

souq suk suq rissani marocco viaggio on the road

Terminato il giro del mercato è ormai ora di pranzo così la fame ci spinge ad acquistare due pacchi di pop corn ancora caldi da un baracchino appena fuori dal souq. Inizialmente chiediamo solo un sacchetto (comunque abbondante) ma quando scopriamo che il prezzo è di appena 1 MAD (meno di 10 cent) a pacco ne prendiamo subito un altro.

Così, sgranocchiando i nostri pop corn caldi, saltiamo in macchina e ripartiamo alla volta della tappa successiva: le Gole del Todra! (link all’articolo)

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https://melaviaggio.it/2017/11/12/una-notte-nel-deserto-del-sahara-tra-le-dune-dellerg-chebbi/

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