On the road tra le Gole del Todra e Dades Valley

Prosegue il nostro viaggio on the road; questa volta la nostra destinazione sono le Todra Gorge (o Gole del Todra).

GIORNO 6 – DA MERZOUGA ALLE GOLE DEL TODRA

Da Merzouga a Tinghir (cittadina alle porte della valle del Todra) sono 260 km di auto che percorriamo in 5 ore con varie soste per ammirare il paesaggio e non solo.

Infatti, passando da Erfoud e Er Rachidia, ci fermiamo per il nostro primo rifornimento e entriamo in un supermercato per acquistare acqua e, soprattutto, un po’ di schifezze che non possono mancare in un viaggio on the road.

CONSIGLIO: Durante il percorso fate attenzione ai limiti di velocità. Come già detto nell’articolo su come guidare in Marocco, nonostante i rettilinei invitino ad accelerare è pieno di posti di blocco nascosti dietro le curve con poliziotti pronti a rilevare la velocità e farvi la multa.

Alle 5 di pomeriggio arriviamo a Tinghir (o Tinerhir), dove abbiamo prenotato l’hotel, ma prima di fermarci proseguiamo sulla strada fino a raggiungere la parte più stretta della valle. Lo spettacolo è assicurato! La prima volta che passerete in mezzo alla valle sarà impossibile non restare a bocca aperta.

Le Todra Gorge sono tra le bellezze naturali più famose del Marocco. Si tratta di un canyon situato nella zona orientale dell’Alto Atlante. Il punto più stretto e alto di queste gole misura 10 metri di larghezza e 160 m di altezza.

Prima del tramonto raggiungiamo l’hotel, la Maison d’Hôte Valentine (28€/notte). Si tratta di una specie di B&B poiché il proprietario vive in questa struttura su due piani insieme alla sua famiglia. Appena arrivati veniamo accolti con il solito thè alla menta. Lo sorseggiamo sulla terrazza con vista delle montagne di roccia rossa e dell’oasi sottostante. Nonostante il cielo bianco smorzi un po’ i colori, le montagne davanti a noi sono comunque dipinte di un rosso molto intenso.

La sera mangiamo ciò che ci prepara la moglie del proprietario perché nei dintorni non c’è praticamente nulla e i prezzi sono abbastanza onesti. Il menu è più o meno il solito: insalata marocchina, olive berbere, cus cus con verdure, ecc.

GIORNO 7 – TREKKING ALLE GOLE DEL TODRA

Nonostante il diluvio che si scatena durante la notte, la mattina seguente splende il sole e noi usciamo presto (8:00). Percorriamo a piedi le poche centinaia di metri che separano l’hotel dalla bocca delle gole.

Il nostro obiettivo giornaliero è un circuito di trekking ad anello che attraversa le gole e le montagne circostanti. Il percorso, con partenza e arrivo al nostro hotel, dura circa 4 ore (esattamente come ha detto il proprietario dell’hotel). Ovviamente, neanche a dirlo, scarpe da ginnastica o ancora meglio da trekking e tanta acqua! Partendo all’alba, metà del tragitto lo facciamo all’ombra con una temperatura perfetta ma appena spunta il sole inizia a picchiare forte e la temperatura sale in fretta.

In mezzo a queste montagne l’atmosfera è surreale; tutto il paesaggio è per noi, non c’è nessuno se non un paio di locali che con calma iniziano a lavorare; così ci godiamo le gole illuminate dalla luce debole del sole appena sorto che filtra attraverso creando un bellissimo effetto.

Proseguendo sulla strada, appena 50 metri dopo le gole, alla vostra sinistra troverete una valle attraverso la quale si snoda un sentiero. Inizialmente il sentiero è segnato da scale di cemento che vengono, poi, sostituite da terra e sassi ma resta comunque ben tracciato.

Anche durante il percorso non incontriamo anima viva se non un paio di berberi che vivono tra queste montagne e scendono con i muli per fare rifornimento in città. Infatti durante il tragitto vi consigliamo di fare attenzione ai buchi scavati nella roccia perché è molto probabile che al loro interno, o comunque nei pressi, troverete persone che ci vivono. Ebbene si! Quei buchi sono le loro case.

Ad un certo punto, al termine della salita, il percorso giunge ad un pianoro dal quale si può ammirare tutta la valle sottostante.

Proseguendo sul circuito si scende lungo un sentiero circondato da una petraia. Seguendolo incontrerete un bivio al quale dovete tenere la destra per raggiungere, in poco tempo, un luogo sorprendente: la casa/rifugio di una famiglia di berberi (genitori e figli di circa 7 anni) che vivono da eremiti da ben 16 anni.

Più che di una casa si tratta di un insieme di buchi e rientranze scavati nella roccia che fungono da rifugio per le poche cose che la famiglia possiede, tra le quali un mulo e una capra.

Quando raggiungiamo il posto rimaniamo senza parole nell’osservare le condizioni di povertà e essenzialità in cui vivono queste persone. La madre e i due bambini sono seduti sotto una struttura improvvisata di assi di legno e teli, incastrati in modo da ottenere un po’ di riparo dal sole.

Se non avete troppa fretta fermatevi per un thè. In assenza del padre il figlio maggiore ci fa gli onori di casa chiedendoci se vogliamo bere qualcosa (ci si capisce a gesti ovviamente) e ci fa accomodare sotto questa specie di “capanna”.

In pochissimo tempo la madre torna con due tazze di thè alla menta fumante. Mentre attendiamo che si raffreddi un po’ interagiamo con i bambini. Mentre la sorellina rimane in disparte e ci osserva dalle spalle del fratello maggiore, il più grande, invece, è molto curioso e ben disposto a posare per brevi attimi. La cosa che lo attira di più è la macchina fotografica perché, scorrendo le immagini che ci sono dentro, sa’ (per esperienza con i turisti) di poter scoprire il mondo, del quale lui conosce davvero poco. Pensate che i bambini sono nati fra queste montagne e non hanno mai visto nient’altro, quindi non sanno neanche come sia fatto un cane o una macchina.

Mentre sorseggiamo il thè la madre torna alla sua principale occupazione: tessere tappeti che poi il marito rivenderà ad una cooperativa giù al villaggio. Si tratta dell’unico (o quasi) sostentamento della famiglia che vive di questo e delle offerte dei turisti che passano di qui. Infatti i bambini, che hanno addosso vestiti logori e scarpe bucate, ci chiedono di lasciargli i nostri vestiti. Quindi se doveste capitare da queste parti vi consigliamo, e vi chiediamo, di portare con voi un paio di scarpe chiuse da bambino o qualche vestito caldo (8/12 anni). A noi è dispiaciuto moltissimo non poterli aiutare perché non eravamo preparati e non sapevamo che gli potesse servire qualcosa. Comunque prima di andar via gli lasciamo qualche moneta e due pacchi di Oreo che i bimbi mangiano subito.

Mentre ripartiamo lungo il sentiero, non ci abbandona il pensiero dell’esperienza appena vissuta: il modo in cui vive questa famiglia fa rivalutare cosa sia davvero importante nella vita.

Da qui in poi il sentiero, tutto in discesa, attraversa una valle che si ricongiungerà a quella del nostro hotel ed è caratterizzata da rocce rosse e striate.

Il circuito è davvero molto bello e, a nostro parere, vale tutto il tempo speso.  Se doveste passare da Tinghir non limitatevi solo a passare in mezzo alle gole perché vi perdereste la metà della bellezza di questa valle.

Con 40 minuti di camminata in discesa arriviamo all’hotel, dove recuperiamo le nostre valige per ripartire subito alla scoperta di una nuova valle altrettanto bella e famosa: la Valle del Dades. Per raggiungerla torniamo a Tinghir e guidiamo fino a Boumalne De Dadès.

Durante questo tragitto di appena 50 km collezioniamo la nostra prima ed ultima multa del viaggio. Ora capite perché in quasi tutti gli articoli sul Marocco vi diciamo di fare attenzione e rispettare i limiti??

A nostro discapito possiamo giustificarci dicendo che i cartelli non sono disposti con un criterio logico, perché dopo un cartello con limite 100 km/h, a pochissimi metri di distanza ne mettono un secondo da 60 km/h; inoltre si posizionano dietro una cunetta in modo che tu non abbia il tempo per frenare da 100 a 60 (se non con una brusca frenata). Noi comunque superavamo il limite di appena 12 km/h quindi la multa è stata abbastanza limitata: 15€ che abbiamo pagato in contanti ai due poliziotti. Con 15€ in meno, la ricevuta in tasca e un po’ di arrabbiatura ci rimettiamo in cammino.

Raggiunta Boumalne inizia la Vallèe du Dadès, caratterizzata da una terra rosso fuoco. La strada alterna tratti di asfalto a tratti di sterrato ma rimane comunque praticabile con un’utilitaria. Noi ce l’abbiamo fatta con una Renault Clio.

Il viaggio, poi, è già in sé un’attrattiva da non sottovalutare. Dai finestrini della macchina osserviamo panorami stupendi sulla valle: kasbah abbandonate e rocce dalle forme mai viste prima.

Ci addentriamo nella valle per 30 km esatti fino alla famosa serie di tornanti, tanto fotografata che è diventata il simbolo di questa gola.

Dopo aver scattato qualche foto ripercorriamo il tragitto in senso opposto per tornare sulla strada statale a Boumalne e da lì percorrere gli ultimi 70 km che ci separano da Skoura: la nostra destinazione finale della giornata e prossima (importante) tappa di cui vi parleremo nell’articolo seguente.

 

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7 pensieri su “On the road tra le Gole del Todra e Dades Valley

  1. Ciao!!! Ho prenotato anche io nel vostro hotel e credo che anche noi (io e il mio ragazzo) faremo il trekking da voi descritto! Volevo sapere due cose:
    – mi sembra di capire che avete fatto il trekking da soli, senza l’aiuto di guide locali, giusto?
    – cosa avete fatto alle gole del dades? leggendo su internet mi pare di capire che si tratti “soltanto” di andare a vederle, passeggiare lungo fiume e fare la famosa foto delle strade tortuose! Vorrei saperlo soltanto per capire come organizzare il mio on the road…

    grazie mille in anticipo e complimenti, sia per l’articolo che per le foto!!!

    1. Ciao Teresa! Si, abbiamo affrontato il trekking in autonomia: la traccia del sentiero è abbastanza evidente quindi il rischio di perdersi è davvero minimo, non avrete problemi a percorrerlo senza una guida. Se vi può aiutare, su questo sito (http://www.rogermimo.com/todra/en-randonnees-pedestres.htm) trovate una mappa schematizzata del percorso che può darvi un’idea generale della forma dell’anello in modo da azzerare la possibilità di perdersi.

      Le gole del Dades invece sono caratterizzate da una strada molto panoramica che ad ogni curva vi regalerà scorci meravigliosi: vi garantiamo che la visita alle gole vale la pena già solo per questo; sentirete il bisogno di accostare lungo il tragitto per ammirare il paesaggio più spesso di quanto possiate immaginare. Ovviamente anche in questa valle c’è la possibilità di fare varie escursioni, tuttavia avendone appena fatta una la mattina stessa non ci è sembrato il caso, la nostra visita si è limitata ad una semplice ma soddisfacente “guida panoramica”.

      Sperando di aver colmato i tuoi dubbi, per qualsiasi altra informazione noi siamo qui!

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