Cosa vedere e come muoversi a Marrakech

Eccoci giunti alla conclusione del nostro itinerario marocchino che termina nella città più famosa e turistica del Marocco: Marrakech.

Nonostante un intero viaggio in questo Paese e in zone molto meno battute dal turismo di massa, la città è stata comunque in grado di stupirci e regalarci esperienze genuine, degne della cultura marocchina. Questa città ha tutto: palazzi e opere d’arte meravigliosi, un souq imponente, riad in cui alloggiare a prezzi accessibili, un’anima vivace e caleidoscopica. Uno spaccato della cultura marocchina concentrato in pillola, facile e comodo al consumo di qualsiasi tipo di turista, anche il meno intraprendente.

Proprio per tutti questi motivi ci sentiamo di consigliarvela: se mirate a un viaggio economico e di pochi giorni ma siete stufi dell’ennesima città europea; se desiderate spingervi oltre, immergendovi in una nuova cultura senza rischiare di esserne travolti, allora Marrakesch è la città perfetta per voi.

Fatta questa importante premessa è arrivato il momento di scoprirla raccontandovi cosa vedere e dove mangiare a Marrakech.

Arriviamo in città nel tardo pomeriggio dopo un’intera giornata passata in auto (a parte la breve sosta per la visita alla kasbah di Télouet).

Soggiorneremo a Marrakech per 3 notti, di cui le prime due, nel Riad Farhan prenotato come sempre con Booking a 71€ a notte. Il riad è molto bello e si trova nella zona centrale della città nel quartiere del souq.

Dopo esserci sistemati e rinfrescati siamo pronti per partire ad esplorare la città, questa volta in compagnia di Federico e Ivano, due giovani e navigati viaggiatori, compagni di università di Mirko che per coincidenza sono in viaggio nel nostro stesso periodo.

Usciti dal riad ci troviamo immediatamente immersi nelle strette vie del souq, considerato uno dei più grandi e belli dell’intero Paese. Tra le bancarelle spiccano quelle dei souvenirs di vario genere, ciò nonostante non è difficile trovare prodotti più artigianali infilandosi nei vicoli più defilati rispetto alle arterie centrali. La foto qui di seguito l’abbiamo scattata nel suoq degli artigiani del ferro. Comunque ricordate sempre: contrattare come se non ci fosse un domani è d’obbligo.

Consiglio: se avete un languorino durante il vostro tour in città potete soddisfarlo con qualche briouats (o briwats) che vendono i baracchini ai lati delle strade. Sono dei triangolini sfiziosi di pasta fillo fritti ripieni di carne, pollo o tonno e altro condite con cannella e zucchero.

Dopo pochi minuti di camminata i vicoli stretti sfociano in una piazza immensa: piazza Jemaa el Fna, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

piazza jemaa el fna Marrakech

Questa piazza è il cuore pulsante della città, costantemente animata da venditori, commercianti, danzatori, incantatori di serpenti e artisti di ogni genere. Uno spettacolo gratuito che cambia a ogni ora del giorno, al quale il visitatore inconsapevolmente prende parte da quando entra nella piazza fino a quando ne esce. Forse il modo più scenografico e d’impatto che ha la città per presentarsi ai suoi nuovi ospiti.

Per godersi ancora meglio lo spettacolo vi consigliamo di salire su Le Gran Balcon du Café Glacier, una balconata di un bar che si affaccia sulla piazza regalandovi la migliore vista che possiate avere per godersi le luci del tramonto e ascoltare i suoni della città.

Per accedere alla terrazza del bar la consumazione è obbligatoria. Una volta ordinato qualcosa potrete scegliervi il tavolo e stare quanto vorrete. Noi ovviamente abbiamo ordinato un tè alla menta a circa 20 MAD l’uno (1,80€); non proprio economico ma chiaramente si paga più che altro la vista.

Nella piazza poi ci sono tanti baracchini molto caratteristici che vendono succo d’arancia e di melograno per pochi Dirham.

Una volta tramontato il sole inizia a salire la fame ma dopo una settimana di cucina marocchina (cioè di cibi bolliti/stufati) cerchiamo qualcosa di più appetitoso su Tripadvisor. E troviamo una valida alternativa a pochi passi dalla piazza centrale: il Roti d’or. Un modestissimo locale con pochi tavoli dentro e altrettanti pochi fuori, che offre 3 diversi menu: medio-orientale, latino-americano e americano. Noi scegliamo l’ultimo, il menu burger, e prendiamo due hamburger con patatine spendendo così 80 MAD in due (7€).

GIORNO 8 – GITA A CASABLANCA e VISITA AI JARDIN MAJORELLE


La mattina seguente non visitiamo Marrakech ma sfruttiamo l’ultimo giorno di noleggio della macchina per fare una toccata e fuga a Casablanca, per visitare la famosa e moderna moschea di Hassan II. Si tratta della terza moschea più grande al mondo dopo quella de La Mecca e Medina. La gita è più che fattibile in giornata. Percorriamo 240 km di autostrada Marrakech-Casablanca, spendendo 80 MAD a tratta.

Partiamo alle 8:00 e torniamo alle 15:30 circa quindi in tutto ci impieghiamo meno di 8 ore.


Una volta tornati a Marrakech e restituita l’auto nella zona nuova della città, abbiamo ancora un po’ di tempo per visitare i celebri Jardin Majorelle.

La villa e i giardini che la circondano sono stati progettati nel 1909 dall’artista e botanico francese Jacques Majorelle. Nel 1980, dopo anni di abbandono, furono scoperti e acquistati da Yves Saint Laurent. Alla morte dello stilista le ceneri sono state cosparse nel roseto della villa dove è stato eretto un memoriale in suo onore.

I giardini sono davvero molto belli e curati. Pensate che, oltre ai giardinieri, ci sono altre persone che passano periodicamente con vernice e pennelli per mantenere il blu. Infatti, questo particolare tipo di blu (oltremare/cobalto intenso e chiaro allo stesso tempo) è stato creato apposta da Jacques Majorelle nel 1937.

La cura degli ambianti e il bellissimo contrasto tra blu e giallo lo rende un luogo perfetto per scattare qualche foto per Instagram.

Tuttavia, anche perdendosi a fotografare ogni angolo, la visita non vi richiederà più di un’ora perché tutto il complesso è piuttosto piccolo; anzi, se non siete degli instagrammers probabilmente vi basterà una mezz’oretta molto scarsa.

Il biglietto di ingresso costa 70 MAD (6,50€) ma presentando una tessera studente noi paghiamo la metà. Comunque, a nostro parere, per quanto i giardini siano molto belli, non valgono il prezzo richiesto per il biglietto intero. Infatti, a meno che non siate appassionati di YSL, i giardini non hanno un grande valore storico e culturale e ci sono sembrati più che altro un’attrazione per turisti.

Terminata la visita torniamo a piedi al riad della sera precedente che si trova dentro la medina; lo raggiungiamo con meno di un quarto d’ora di camminata.

Finalmente, dopo 500 km di macchina e molto altro, ci rinfreschiamo, ci cambiamo e siamo pronti per uscire a cenare con i nostri amici per quella che sarà la loro ultima sera in Marocco e la penultima per noi.

Per l’occasione scegliamo Atay un ristorante marocchino molto carino, con personale gentile e un’atmosfera davvero piacevole. Ci accomodiamo nell’ultimo tavolo libero nella terrazza con vista sui tetti della medina. Se decidete di cenare qui vi consigliamo di provare assolutamente la tajine di manzo con prugne, albicocche e mandorle. In assoluto la migliore tajine di carne di tutto il viaggio. Oltre a quella prendiamo anche i Briwats, dei triangoli di pasta fillo ripieni di spinaci e formaggio, e i Cigares vegetariani; tutto molto buono. Con l’aggiunta di una crêpe alla nutella e 1,5 litro d’acqua spendiamo 230 MAD in due (20€).atay cenare a marrakech cigares briwats

La tajine alla vista non esprime il meglio di sé, lo capiamo perfettamente; per questo è meglio se l’assaggiate!

GIORNO 9 – VISITA A MARRAKECH

Il giorno dopo ci dedichiamo completamente a visitare Marrakech.

Ma prima lasciamo l’hotel per spostarci al Riad Chorfa dove passeremo l’ultima notte (57€). Abbiamo deciso di cambiare per provare posti diversi perché è noioso stare sempre nello stesso posto, no?

Il Chorfa è molto carino perché ci sono le tartarughe che girano libere nel cortile interno del riad e anche la stanza è carina anche se non come quella del Riad Farhan.

Si parte al mattino con la Medersa di Ben Youssef, la più bella Medersa che abbiamo potuto visitare durante tutto il viaggio.

medersa ben Youssef marrakech

Nonostante i tanti turisti non perde il suo fascino. Tuttavia dopo questa promettente premessa, siamo costretti a deludervi perché abbiamo scoperto da poco che resterà chiusa per un paio d’anni a causa di lavori di ristrutturazione.

Proseguiamo la giornata con la visita alle Tombe Sa’diane. Queste tombe, risalenti alla fine del ‘500, sono state scoperte e restaurate solo recentemente, nel 1917.

Il mausoleo comprende i corpi di circa sessanta membri della dinastia Sa’diana originaria della valle del Draa. La costruzione è composta da tre stanze, delle quali la più famosa è la stanza delle dodici colonne (quella in foto). Tutti i monumenti sono di marmo di Carrara.

Le tombe che vedete in foto sono così strette perché i musulmani vengono seppelliti su un lato per avere il viso rivolto verso La Mecca.

La terza tappa del giorno è Palais el Badii che racchiude le rovine di un palazzo fatto costruire da un sultano Sa’diano nel 1578. Il palazzo è molto esteso, pensate che la struttura originaria aveva circa 360 stanze, un cortile lungo 135 m e largo 110 e una piscina 90×20 m, decorate con marmi italiani e grandi quantità d’oro. Tuttavia ciò che resta oggi del palazzo è solo un lontanissimo ricordo dello splendore di un tempo. Le rovine sono mal conservate e il luogo risulta un po’ triste e desolato, forse anche per la scarsità di turisti che lo popolano. Il biglietto d’ingresso infatti è una cifra simbolica di 20 MAD (1,80€).

Visitiamo poi il Palais el Bahia, un palazzo risalente alla seconda metà dell’800. Gli interni sono molto belli, soprattutto il primo cortile all’ingresso (in foto). palais el Bahia marrakech

Troverete tante stanze e ambienti molto diversi tra loro in un unico palazzo.

Infine ci dirigiamo verso il museo Dar Si Said ma scopriamo che quel giorno è chiuso per lavori di manutenzione; salta così la visita al museo.

Visto che ci avanza un po’ di tempo facciamo una passeggiata fino alla fontana del Parc Lalla Hasna, appena fuori piazza Jamaa el Fna.

La sera spendiamo gli ultimi dirham per fare shopping e prendere un souvenir per noi: una teiera con piatto e bicchieri per preparare il tè marocchino a casa. Per la teiera ci divertiamo a contrattare come se non ci fosse un domani fino ad esasperare i venditori. Alla fine ce la accaparriamo per 100 dirham tutto incluso.

Si conclude così il nostro viaggio in Marocco; speriamo vi sia piaciuto e, soprattutto, che il nostro racconto vi sia utile!

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