Da Flåm a Borgund: in auto nella regione del Sognefjord

Ci siamo lasciati sul battello che da Dyrdal ci porta a Flåm partendo prima dal Nærøfjord per poi sfociare nell’enorme Sognefjord.

Dopo due giorni lontano da tutto e tutti ci riadattiamo lentamente al tipico turismo locale.

Attracchiamo a Flåm intorno a mezzogiorno.

Flåm, cittadina con una fortissima vocazione per il turismo di massa, dispone di un porto in cui possono attraccare le navi da crociera, enormi parcheggi per contenere centinaia di pullman pieni di turisti e altrettanti grandi negozi di souvenir in grado di ospitarli. Tutto ciò rende l’atmosfera particolarmente sterile e costruita.

La cittadina, a parte il capolinea della Flamsbana, non possiede nessun vero e proprio interesse turistico. Il nostro programma prevedere infatti di passare i prossimi due giorni non a Flåm, ma esplorando i suoi dintorni, pieni di angoli e paesaggi da scoprire.

I mezzi pubblici della regione scarseggiano, perciò l’unico modo per muoversi con una certa elasticità è la macchina. Per il noleggio ci affidiamo a Flamtravel. Il sito nel 2016 (data del nostro viaggio) non era così ben organizzato, anzi, non lo era per niente, tanto che fino all’ultimo nemmeno sapevamo che modello ci avrebbero consegnato. Riguardando il sito oggi la situazione sembra nettamente migliorata. Pronti ad aspettarci il peggior catorcio, immaginate il nostro stupore quando ci vediamo consegnare una scintillante Toyota Prius ibrida, che ci avrebbe permesso di andare in giro belli comodi ma soprattutto ecologici, come ogni bravo norvegese che si rispetti.

Dopo una fermata alla SPAR di Aurland per un pranzo veloce, raggiungiamo la prima tappa: il punto panoramico Stegastein!

Stegastein si trova sulla Aurlandsfjellet, una delle famose 18 scenic routes norvegesi.

La Norvegia, per promuovere l’interesse turistico di queste strade, uniche dal punto di vista storico e panoramico, ha investito molti soldi ingaggiando artisti in grado di realizzare strutture architettoniche e panoramiche che potessero fondersi in modo originale con il territorio circostante; Stegastein è una di queste: una lingua di legno e vetro che si incurva affacciandosi sul Lysefjord creando un effetto wow.

Giusto il tempo di scattare qualche foto in libertà che un pullman di orientali invade la zona, con conseguenze che potete immaginare.

Si risale in macchina per percorrere tutta la Aurlandsfjellet, l’unica strada che ai tempi collegava Aurland a Lærdal snodandosi per 47 km attraverso un altopiano in grado di regalare scorci e panorami incredibili rendendo il tragitto una vera e propria attrazione. Oggi ad unire questi due paesi ci pensa il ben più comodo Lærdaltunnel, il più lungo del mondo (24,5 km), che percorreremo sulla via del ritorno per Flåm.

Nel tragitto visitiamo rapidamente anche Laerdal, un piccolo paesino di case in legno con una chiesa molto caratteristica.

Dopodiché dritti verso la meta finale della giornata, la più importante, la motivazione principale per la quale abbiamo deciso di affittare la macchina: la stavikirke di Borgund.

Le stavkirke sono delle chiese risalenti all’epoca vichinga realizzate completamente in legno.

Le stavkirke rimaste nel mondo sono appena 28 e quella di Borgund è una delle più belle, più antiche e probabilmente meglio conservate di tutte. Pensate che gli studiosi, hanno datato il taglio del legno per la realizzazione della chiesa al 1180. Data l’importanza dell’opera è stato creato un Tourist Centre nei pressi della stavkirke dove un percorso didattico spiega la storia della chiesa e raccoglie alcuni pezzi e reperti originali.

Il tourist centre ospita anche un bar, che per gli standard norvegesi è anche relativamente accessibile, nel quale è possibile prendere posto di fronte a una grande vetrata per ammirare la stavekirke una cioccolata calda in mano.

Con il biglietto che si compra al tourist center, basterà attraversare la strada e raggiungere la stavkirke distante un centinaio di metri. Il biglietto vi consentirà di entrare dentro la zona limitata dal muretto in pietre e di visitare l’interno della chiesa.

Oltre alla sua bellissima stavkirke, Borgund nasconde un secondo tesoro nascosto: proprio sulla collinetta, alle spalle della chiesa, si trova un sentiero che in meno di 10 minuti vi farà raggiungere una strada dal manto erboso; proseguite su questa strada, in discesa per qualche minuto fino a quando non vi troverete davanti questa meraviglia.

Si chiama Vindhellavegen, un tratto di strada, capolavoro di ingegneria, che faceva parte di un progetto ben più grande e di fondamentale importanza chiamato kongevegen, l’antica strada che il Re di Norvegia fece costruire per collegare Oslo a Bergen, l’unica in grado di farlo fino al 1872.

Oggi di questa opera rimane poco o niente, solo alcuni tratti, come questo, che sembrano rimasti congelati nel passato.

Decidiamo di passare la notte nei dintorni della strada ma quando torniamo alla macchina per prendere tenda e zaini comincia a diluviare come non mai.  Stanchi morti, anche a causa della levataccia su Breiksrednosi la stessa mattina, ci arrendiamo al sonno addormentandoci in macchina, nel parcheggio della stavkirke di Borgund, scomodi ma almeno asciutti.

La mattina seguente ripercorriamo la strada fatta il giorno prima, ma anziché percorrere la tourist route dell’andata, attraversiamo il Laerdal tunnel, un traforo stradale che con i suoi 24,51 km di lunghezza rappresenta la galleria stradale più lunga del mondo.

La peculiarità di questo tunnel, oltre ad essere totalmente gratuito, è la presenza di tre grandi caverne scavate nella roccia viva della montagna e illuminate da luci a led che ricordano i colori dell’aurora boreale; queste tre grandi grotte, oltre ad essere belle esteticamente, permettono di interrompere la monotonia della guida facendo una sosta, e aumentando così la sicurezza dei viaggiatori.

Avendo ancora qualche chilometro da poter consumare prima di tornare a Flam (avevamo un limite di 200 km al giorno), andiamo a visitare il villaggio di Unredal, un piccolo paesino sulle rive del Sognefjord famoso per il formaggio di capra a pasta marrone e la chiesa più piccola della Scandinavia.

Vista di Undredal dal Aurlandfjord

Tornati a Flåm lasciamo la macchina e ci dirigiamo al flam camping, l’ultimo luogo in cui pianteremo la nostra tendina durante il viaggio.

Flåm, come già anticipato non ha niente da offrire a parte un paio di cose degne di nota.

La prima è la Flåm Bakery, un forno che sorge proprio davanti al molo dei traghetti Flåm-Gudvangen,  che, oltre a vendere tipici dolci norvegesi come skillingsboller e skolebrod, i più buoni mangiati durante il viaggio, realizza anche torte, muffin e crumble spaziali! Se passate da quelle parti entrate e comprate la cosa che più vi ispira, non ve ne pentirete.

La seconda è la Ægir Bryggeri, un microbirrificio/pub dall’aspetto molto vichingo che, pur essendo un’attrazione turistica locale, produce delle birre davvero buone, guadagnandosi così una fama internazionale. Noi siamo andati li per cena ma vale comunque la pena farci un salto per una birretta in serata. Se non sapete quale scegliere, prendete il set degustazione composto da 5 birre diverse!

Il giorno dopo, ultimo giorno di viaggio nella Norvegia dei fiordi, lasciamo Flåm e il Sognefjord con il mezzo che ha reso famoso questa regione: la Flamsbana. Una ferrovia panoramica che partendo da Flam, sul livello del mare, raggiunge la stazione di Myrdal a 866 msl collegandosi così al fondamentale tratto ferroviario Oslo-Bergen. La ferrovia venne realizzata per creare un rapido collegamento al mare attraversando la stretta valle di Flam, da quel momento il villaggio cominciò a trasformarsi fin da subito nell’importante meta turistica che è adesso.

La tratta costa 390 NOK a tratta o 550 NOK a/r. Evidentemente più conveniente fare andata e ritorno quindi, peccato che a noi non servisse. Il nostro obiettivo è infatti raggiungere la stazione di Myrdal e poi da li intercettare il treno che, partendo dalla stazione di Bergen, ci avrebbe portati ad Oslo.

Salutato quindi il fiordo con un bel arrivederci, saliamo sul treno verde della Flamsbana lasciando a malincuore quei posti incantevoli.

La tratta si arrampica  attraversando una valle molto ripida ma che non regala scorci particolarmente spettacolari. L’unico tratto degno di nota è la cascata Kjosfossen: il treno addirittura fa una fermata apposta per far scendere tutti i passeggeri ad ammirarla; bella effettivamente, non tanto per la forma o le dimensioni ma perché veramente vicina al punto dalla quale si osserva.

 

Una volta arrivati a Myrdal non ci resta che scendere dal treno per attendere quello che invece ci avrebbe riportato in circa 5 ore ad Oslo. La tratta Oslo-Bergen viene considerata da Lonely Planet come uno dei tratti ferroviari più belli del pianeta e noi non possiamo che codividere: il treno attraversa infatti altopiani con neve perenni, foreste e valli incantate che non potranno fare altro che stupirvi.

Quando torneremo in Norvegia, perché è sicuro che torneremo, riprenderemo il treno Oslo-Bergen e dalla capitale dei fiordi proseguiremo il nostro viaggio verso nord, a esplorare ogni angolo nascosto di un paese che ci è rimasto nel cuore più di qualsiasi altro finora.

P.S. Questo primo viaggio in Norvegia per noi finisce qui, in realtà ci sono stati ancora due giorni ad Oslo, che se volete vi raccontiamo in questo articolo.

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https://melaviaggio.it/2018/08/18/da-flam-a-borgund-giro-in-macchina-nei-dintorni-di-flam/

2 pensieri su “Da Flåm a Borgund: in auto nella regione del Sognefjord

  1. Mi dispiace leggere che Flåm è diventata super turistica! Io ci sono stata la prima volta più o meno dieci anni fa e all’epoca c’era ben poco: la stazione, un bar/negozio e l’albergo. Era anche autunno, quindi sicuramente anche per quello non c’era troppo affollamento. Peccato, davvero, perché era un villaggio tranquillo.
    Mi sembra invece di capire che Undredal non sia cambiata molto e mi fa davvero piacere. Io ero stata ospite di Pascale, una donna francese che vive lì da anni e che alleva capre e produce il formaggio marrone: un’esperienza indimenticabile 😍

    1. Wow deve essere stata una gran bella esperienza assaporare la quotidianità di Undredal! Comunque purtroppo si, ormai la genuinità e la pace di Flåm sono compromesse ma sicuramente il fatto di essere andati la prima settimana di agosto non ha aiutato.

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